Adottare in Bolivia: ora si può!

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Dopo otto anni la Bolivia ha riaperto ufficialmente alle adozioni internazionali. Questa notizia è di grande importanza per noi che siamo uno dei 5 enti accreditati nel Paese! Di più: non siamo semplicemente accreditati, dal momento che la storia stessa del Conventino inizia in Bolivia, dove don "Bepo" Vavassori, fondatore dell'Associazione Il Conventino, iniziò a operare alla fine degli anni Sessanta, con il Patronato "Ciudad del niño". Quell'ente, in un primo tempo, offriva il sostegno missionario in loco ai bambini poi, a partire dal 1972, diventò il centro di riferimento per il Conventino Adozioni di Bergamo, con l'obiettivo di trovare una casa a quei bambini che non trovavano cure, assistenza e famiglia in Bolivia. Con l'emanazione del nuovo Codice per l'infanzia e l'adolescenza e di un Protocollo che regolamenta le nuove procedure siamo finalmente operativi e pronti a partire!

Nello zainetto...

scuolapiedi1 340x340Cari genitori, segnaliamo l’uscita di un interessante volume sul tema delle origini e della loro ricerca per i minori adottati attraverso l’adozione internazionale, sicuri che possa essere utile a chi di voi sta affrontando questa delicata fase del percorso adottivo:

Silvana Guerra, Lo zainetto invisibile. La ricerca delle origini nelle adozioni tra diritto, web e dinamiche relazionali, Arduino Sacco Editore, 2015.

Lo “Zainetto invisibile” ha come tema la ricerca delle origini da parte dei minori adottati internazionalmente. Partendo dal presupposto (da cui il titolo) che ogni bambino e ogni bambina che va in adozione porta con sé uno zainetto invisibile nel quale è racchiusa la sua vita preadottiva e dunque tutti i suoi ricordi e i suoi sentimenti, il libro con linguaggio semplice e diretto affronta l’argomento dal punto di vista giuridico, del web e delle dinamiche relazionali.

http://www.arduinosaccoeditore.eu/products/lo-zainetto-invisibile/

Gli italiani all’estero per le adozioni internazionali

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"Arrivati in Polonia ci sembrava di essere in un altro mondo, con questo bambino che, nonostante la timidezza data dall'età, ci è venuto incontro e la famiglia ci ha presentati da subito come mamma e papà di fronte a lui. Abbiamo proprio recepito una disponibilità estrema da parte loro, per vederci e sentirci e raccontarci la sua storia. Il bambino, dopo dieci minuti, ci chiamava già mamma e papà: c'erano altri bambini in quella casa, molto piccoli, che erano già andati in adozione, quindi nella sua testa era chiaro che quello era il suo destino".

Questa testimonianza fa parte di quelle incluse in una piccola ricerca condotta attraverso interviste a genitori adottivi che si sono recati nell'Est Europa e in Sud America per adottare negli ultimi dieci anni. L'ha realizzata un nostro operatore e l'ha pubblicata il "Rapporto italiani nel mondo 2015", edito dalla Fondazione Migrantes di Roma, insieme a molte altre ricerche sulle esperienze di italiani che, per varie ragioni, si trovano all'estero. La ricerca sui genitori adottivi, in particolare, propone una riflessione sulle tipologie di viaggi che i genitori devono sostenere, sulle relazioni che instaurano nei paesi in cui si trovano per qualche mese, sulle difficoltà che incontrano.

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