Cooperiamo per un mondo a misura di bambino!


Cooperazione OneWorld

La Associazione Il Conventino Onlus realizza molteplici progetti di cooperazione allo sviluppo a favore dell'infanzia in diversi Paesi del mondo.

Perchè lo facciamo? Perchè tutti i bambini, ovunque si trovino, hanno diritto a crescere in un ambiente sano, rispettoso e abitato dall'amore.

Chi sono i beneficiari dei nostri progetti? I bambini, direttamente o indirettamente. I nostri progetti finanziano, ad esempio, le spese di gestione di alcuni istituti di accoglienza per minori senza famiglia, ma anche iniziative di vari soggetti che cercano di scongiurare (o ridurre) l'abbandono dei bambini da parte dei loro genitori in difficoltà, l'assistenza sanitaria per i minori in certe zone rurali o degradate, eccetera.

Dove sono i nostri progetti? Ad oggi operiamo in Sud America, nel Sud-est asiatico e in Africa.  

Chi realizza i nostri progetti? Solitamente i realizzatori che in loco portano avanti i nostri progetti sono i preti, le suore, i collaboratori e i volontari degli istituti missionari facenti capo alla rete della Curia bergamasca. Altre volte, operiamo al fianco di soggetti privati, NGOs e operatori della società civile la cui attività ci appare degna di essere sostenuta.   

Quale è il legame con le adozioni? In qualità di Ente Autorizzato siamo chiamati ad operare con progetti di cooperazione soprattutto nei Paesi in cui realizziamo adozioni internazionali. In quei contesti, diamo il nostro contributo affinchè i bambini possano crescere nel loro Paese, con condizioni di vita accettabili e soprattutto una speranza per la loro vita adulta. I nostri progetti non si limitano tuttavia ai Paesi in cui operiamo con le adozioni ma si estendono anche ad altri contesti.

Alcuni dei nostri progetti sono realizzati in partnership con il Centro Missionario Diocesano di Bergamo. 

Ecuador: crescono le richieste

130522 Quito ProgettoDa molto tempo operiamo in Ecuador, in diverse zone del Paese. Nel corso del 2012 però ci sono giunte nuove richieste di intervento.

A Quito appoggiamo tramite il Sostegno a Distanza il lavoro di diversi centri di accoglienza per minori abbandonati. 

A Cevallos, dove le Suore Sacramentine gestiscono un centro educativo (asilo, scuole elementari, consultorio), contribuiamo alle spese di ristrutturazione degli edifici al fine di aumentare le possibilità ricettive.

Benin, un inizio carico di speranze

Benin conombraDall’Ottobre del 2010 il Vescovo di Abomay, in Benin, ha affidato alla congregazione Maestre Pie Venerini il villaggio di Zak-Potà. Le famiglie che vivono nel villaggio di Zak-Potà sono poverissime. Si tratta perlopiù di ragazze madri con i loro figli ai quali non possono pagare l’iscrizione e il materiale necessario per la scuola pubblica.

Le missionarie si devono occupare in particolar modo della protezione delle donne e dei bambini perché in quelle zone i nigeriani comprano le ragazze e i bambini per poi obbligarli ai lavori forzati nelle piantagioni di caffè. Per difenderli in modo completo si sta tentando di organizzare una piccola scuola materna che però ha bisogno di tutto il necessario per funzionare e accogliere i bambini.

Per ora è stato possibile trovare un piccolo contributo per la sistemazione del muro di cinta allo scopo di mettere in sicurezza il terreno da occupazioni abusive. I bambini ora sono solo 40 e si stanno avvicinando agli spazi recintati e alle suore di modo che lentamente si possa iniziare ad organizzare la scuola e le attività che coinvolgeranno le famiglie del piccolo villaggio. Con la sistemazione degli ambienti sarà possibile accogliere molti più bambini. Inoltre, accogliendo i bambini nella scuola materna le madri potranno lavorare presso la Missione in un progetto agricolo.

Se volete contribuire al nostro progetto, vi indichiamo i costi in dettaglio:

Seggiole e banchi                                                                    40 €

Altalena                                                                                       10 €

Stuoie per dormire                                                                     5 €

Carta, lavagne e colori                                                           100 €

Divisa scolastica per tutti                                                        50 €

 

 

 

Bolivia: Club de madres

130522 Bolivia CluMadresNelle strette gallerie della miniera di argento del Cerro Rico, a Potosì, si possono incontrare con estrema facilità giovani minatori che hanno sulle spalle già molti anni di duro lavoro in condizioni di vita davvero estreme.

A 14 anni, vivere per 8 ore consecutive nei cunicoli scavati nelle montagne a 4000 metri di altitudine li mette a dura prova, compromettendo le attività di socializzazione coi coetanei e il percorso di studi. Le donne si trovano spesso sole a gestire i figli, la casa, i campi e qualche piccolo lavoretto per mantenersi. Le condizioni della donna necessitano grandemente di progetti di sostegno da parte dei missionari presenti in queste zone.

Il progetto dei Club de Madres è una iniziativa di Sr. Giusy Manenti di Bergamo, da più di 20 anni missionaria in Bolivia. La comunità delle suore ha iniziato ad organizzare brevi corsi di economia domestica, taglio, cucito, confezionamento di abiti tipici della cultura andina. A 16-17 anni le ragazzi del campo conducono già una vita di isolamento e sacrifici. La partecipazione ai corsi, la convivenza con altre coetanee, il confronto con l’esperienza delle suore e l’avvicinamento ai centri abitati favoriscono l’emancipazione, la presa di coscienza dei loro diritti e la conoscenza di aspetti importanti a livello sanitario, igienico e relazionale. L’apprendimento di abilità manuali è solo uno dei tanti benefici che la creazione dei “club de madres” innesca nelle comunità andine. Nei corsi più evoluti si possono confezionare prodotti tipici e vestiti che possono essere fonte di guadagno sia per le famiglie che per la comunità. I primi risultati sono positivi, e molte donne tornano per i corsi successivi. Inoltre, dando alle madri più strumenti di sostentamento si scongiura il fenomeno dell’abbandono degli infanti.