Gli italiani all’estero per le adozioni internazionali
"Arrivati in Polonia ci sembrava di essere in un altro mondo, con questo bambino che, nonostante la timidezza data dall'età, ci è venuto incontro e la famiglia ci ha presentati da subito come mamma e papà di fronte a lui. Abbiamo proprio recepito una disponibilità estrema da parte loro, per vederci e sentirci e raccontarci la sua storia. Il bambino, dopo dieci minuti, ci chiamava già mamma e papà: c'erano altri bambini in quella casa, molto piccoli, che erano già andati in adozione, quindi nella sua testa era chiaro che quello era il suo destino".
Questa testimonianza fa parte di quelle incluse in una piccola ricerca condotta attraverso interviste a genitori adottivi che si sono recati nell'Est Europa e in Sud America per adottare negli ultimi dieci anni. L'ha realizzata un nostro operatore e l'ha pubblicata il "Rapporto italiani nel mondo 2015", edito dalla Fondazione Migrantes di Roma, insieme a molte altre ricerche sulle esperienze di italiani che, per varie ragioni, si trovano all'estero. La ricerca sui genitori adottivi, in particolare, propone una riflessione sulle tipologie di viaggi che i genitori devono sostenere, sulle relazioni che instaurano nei paesi in cui si trovano per qualche mese, sulle difficoltà che incontrano.
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